Film, In Sala — 23 dicembre 2011 22:00

IL GATTO CON GLI STIVALI

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Regia: Chris Miller

Doppiatori: Antonio Banderas, Salma Hayek, Zach Galifianakis, Billy Bob Thornton, Amy Sedaris

Genere: Animazione

Origine: USA, 2011

Durata: 90 minuti

 

Trama

Ecco a voi la storia di uno degli amici di Shrek, liberamente tratta dalla favola Il Gatto con gli stivali, ma rivisitata e corretta rispetto all’originale. Il film all’inizio ci mostra un ladro-gentilgatto-seduttore, e poi ritorna alla sua infanzia, quando conobbe Humpty Dumpty, altro personaggio del film, che però diversamente da lui diverrà perfido e malvagio. Il Gatto e Humpty Dumpty insieme alla gattina Kitty zampe di velluto vanno alla ricerca prima dei fagioli magici e poi dell’oca dalle uova d’oro, per poi tornare sulla Terra e strabiliarci con un colpo di scena dopo l’altro.

 

Recensione

Probabilmente gli sceneggiatori di Shrek non riuscivano più a inserire le favole intrecciandole con la vita del povero orco, e così lo hanno sostituito con uno dei suoi aiutanti più caratteristici, il Gatto, senza creare alcun rimpianto. Scelta azzeccata, perché il personaggio si era fatto voler bene sin da subito con la sua doppia faccia di combattente e di cucciolo supplicante dagli occhioni teneri. Il suo punto forte, a mio avviso, è proprio questo: la similitudine con i veri gatti. Chiunque ne abbia osservato uno per un po’, ne avrà ritrovato le movenze caratteristiche: il leccare il latte con eleganza, l’inseguire le piccole luci, il saltare e cadere sempre in piedi, il combinarne una dietro l’altra e poi guardarti con un tacito “non sono stato io”. Concediamo infine agli autori la gran voglia di inserire a tutti i costi la melodia del tango, suggerita forse dal voler sottolineare il lato passionale del gatto.

L’antagonista del Gatto è Humpty Dumpty, che per ragioni di sceneggiatura è perfido per quasi tutta la durata del film; lo aspettavo con ansia e questa attesa non è stata disillusa, la sua realizzazione è proprio divertente, merito anche del doppiaggio nella versione originale di Zach Galifianakis, il barbuto di Una notte da leoni 1 e 2.

Battute e gag percorrono tutto il film, lasciando il giusto spazio a insegnamenti e scene un po’ malinconiche, tipiche di chi ricorda, o di chi ha voglia di ritrovare un amico perso: tutto questo fa del Gatto con gli stivali un bel film, nonostante un finale un po’ banale e deboluccio (ma forse sono io che ho troppe aspettative), dal quale capiamo però che le punte di sarcasmo del primo Shrek non torneranno più, perché gli autori si sono addolciti con gli anni e il film d’animazione è tornato alla naturale fruizione, quella dei bambini.

 

Alberto Quinto

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